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VANGELO E SOCIETÀ
Ventimila ragazzi, cristiani e di altre fedi, hanno partecipato all’iniziativa del «Parlamento universale della gioventù» sfociata nel documento che verrà presentato al Papa alla Gmg 2011

 

Illustrata alle Nazioni Unite, a New York, la «Magna Charta di valori per una nuova civiltà» redatta dal forum internazionale di «Gioventù Idente» in due anni di lavoro

DI AUGUSTO CINELLI

Una «Magna Charta di valori per una nuova civiltà», frutto di due anni di la­voro svolto da migliaia di giovani di venti nazioni e di quattro continenti, che pos­sa servire per la redazione di future carte co­stituzionali. L’hanno presentata ieri all’assem­blea della Nazioni unite di New York duecento rappresentanti del Parlamento universale del­la gioventù (Pug), forum mondiale di dialogo per i giovani di ogni cultura e credo religioso, promosso dalla Gioventù Idente, associazione internazionale ideata da Fernando Rielo Par­dal, fondatore dell’Istituto dei Missionari I­dentes.
La presentazione del documento all’Onu è sta­ta il momento clou della sessione di lavoro del Parlamento della Gioventù, iniziata a New York il 6 agosto e che si chiuderà lunedì, durante la quale i giovani hanno discusso la Carta di va­lori, sintesi degli ideali per la società attuale. Il Pug ha così portato a termine un lavoro inizia­to nel 2008 con incontri locali e nazionali, pas­sato poi attraverso una prima sessione inter­nazionale del Parlamento che nel giugno del 2009 ha riunito a Roma cinquecento giovani di diciassette Paesi. Come racconta Eleanna Gu­glielmi, responsabile del progetto, «al termine della sessione del 2009 abbiamo raccolto nel documento Open Word i primi frutti del lavo­ro dei giovani che hanno aderito, circa venti­mila in tutto il mondo. Nell’ultimo anno siamo arrivati alla stesura della bozza di Magna Char­ta in cui sono presenti i princìpi e gli impegni che i giovani intendono diffondere in relazio­ne a dieci temi-chiave. In questi giorni a New York siamo arrivati alla redazione definitiva del testo dove si afferma la necessità di dare un fondamento profondo ai diritti dell’uomo, che consideri la dimensione relazionale della per­sona, aperta all’unione con l’altro e con la tra­scendenza ». Le ricadute future della mobilitazione giovani­le le illustra ancora Eleanna Guglielmi. «Vor­remmo far conoscere alle autorità internazio­nali la voce dei giovani, perché la Carta dei va­lori ispiri trasformazioni positive anche a livel­lo politico. Ma crediamo che il Pug produrrà i suoi frutti più significativi nella vita dei giova­ni che realmente ne assumeranno i contenuti e gli impegni». Il documento verrà presentato anche al Papa durante la Gmg di Madrid 2011. Il Parlamento universale della gioventù è nato nel 1991 da un’idea di Fernando Rielo, fonda­tore degli Identes e dell’associazione Gioventù Idente. Un’intuizione che lo stesso Rielo aveva maturato dieci anni prima, al termine di una conferenza tenuta proprio alle Nazioni unite. Il suo sogno era quello di costituire una sorta di «Onu dei giovani» in cui essi potessero far ri­suonare la propria voce presso le istituzioni e i governi locali per una società più giusta. Gra­dualmente l’iniziativa ha avuto il sostegno di enti e istituzioni, aprendosi al contributo di al­tri gruppi giovanili, come pure di scuole e uni­versità. Lo spirito originario del Pug, che ha carattere ecumenico e interreligioso, è di promuovere quei valori illuminati dalla figura di Gesù Cri­sto, modello di umanità, in quanto incarna­zione del Dio amore e esempio dell’amore per Dio e per gli uomini. Ieri alla presentazione del­la Carta nella sede dell’Onu sono intervenuti l’arcivescovo emerito di New York, cardinale Edward Egan, l’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, l’arcive­scovo Francis Assisi Chullikatt e il presidente dei Missionari Identes e della Gioventù Idente in­ternazionale, Jesùs Fernàndez Hernàndez.

New York: qui e sotto a destra, alcuni partecipanti ai lavori del «Parlamento universale della gioventù»

IL TESTO

Vita spirituale, sorgente di civiltà»

Dignità della persona, tutela della famiglia, sussidiarietà, cultura del perdono i punti di forza della «Magna Charta» presentata ieri all’Onu

Non demanda a per­sone o istituzioni terze la responsabi­lità di risolvere i problemi, ma propone di partire da una do­manda: cosa posso fare per cambiare una realtà che non mi soddisfa? E non difende interessi particolari perché i giovani del Parlamento uni­versale della gioventù hanno messo al centro del loro agi­re il bene comune. La «Magna Charta dei valori per una nuova civiltà» è un testo strutturato attorno a dieci dimensioni della vita so­ciale (come la famiglia, il la­voro, la politica, l’economia, le relazioni educative, la rete delle comunicazioni, l’am­biente) su ciascuna delle qua­li i giovani «parlamentari» e­numerano una serie di princìpi accompagnati da precisi impegni. A dare fon­damento a tutto il resto c’è il riconoscimento dell’apertura della persona alla trascen­denza, perché «la vita spiri­tuale ha sempre costituito un fattore di sviluppo per la ci­viltà, con positive ripercus­sioni sulla cultura e la vita so­ciale ». Punti di forza della Carta sono la difesa della di­gnità della persona dal con­cepimento alla morte, il so­stegno all’unità e alla fedeltà della famiglia, la promozione di una cultura del perdono e del volontariato, la sussidia­rietà in politica, il rispetto del­l’etica come motore dell’eco­nomia, la priorità della fami­glia nell’educazione, l’uso re­sponsabile dei mezzi di co­municazione.Alla stesura della bozza di­scussa a New York hanno contribuito anche i gruppi i­taliani del Pug formatisi a Ro­ma, Milano, Genova, Torino, Bologna, Busseto (Parma), Arpino (Frosinone), Terni e Cosenza.

Augusto Cinelli

 

 

LA STORIA «Gioventù Idente», dal 1975 impegno senza frontiere

La Gioventù Idente è un’associazione internazionale aperta a tutti i giovani, creata in Spagna nel 1975 da Fernando Rielo Pardal (1923-2004), fondatore dell’Istituto Id di Cristo Redentore – Missionari e Missionarie Identes. I suoi obiettivi sono la promozione dello sviluppo integrale dei giovani di qualunque condizione sociale e appartenenza religiosa; il dialogo e la fraternità tra i popoli attraverso un lavoro in équipe; la diffusione dei valori più nobili che portano al progresso personale e comunitario. La sua regola d’onore è riassunta nelle parole «a Dio attraverso l’umanità», cioè aspirare a Dio vivendo un umanesimo che ha Cristo come modello, al fine di aiutare i giovani a scoprire e vivere in comune quella ricchezza della loro personalità che li renda capaci di relazionarsi nel modo migliore con Dio, gli altri e la natura. Il nome «Idente» è un neologismo costruito su un verbo spagnolo e una desinenza latina, con il significato di «camminare unendosi alla coscienza filiale di Cristo».

(A.Cin.)

 

Fernando Rielo Pardal


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